La notte stellata di Van Gogh rivisitata con colori caldi e colori freddi- Immagine

Se ti va condividi l'articolo!

Pubblicità

La notte Stellata di Van Gogh è piaciuta molto ai bimbi. Prima parliamo dell’originale e scopriamo qualcosa sull’autore… poi però ci divertiamo personalizzando le opere: la notte stellata di Van Gogh si presta tantissimo ad essere rivisitata.

Vincent Van Gogh  era olandese. E’ nato nel 1853. E’ da considerarsi un post-impressionista.

La notte stellata

Anno di produzione: 1889

Dimensioni: 73×92 cm

Dove si trova: New York, Museum of Modern Art

È Il 23 Dicembre 1888, e la tranquillità della piccola città di Arles viene turbata da schiamazzi e da un forte litigio.

Un uomo, nel corso di un’accesa discussione con il suo coinquilino, in preda ad un raptus furioso, compie questo gesto folle: l’uomo in questione, purtroppo, è proprio Vincent Van Gogh. Poco tempo prima il pittore olandese si era trasferito in una piccola casa gialla nella città di Arles in accordo con il suo amico Paul Gauguin.

I due, entrambi pittori, avevano scelto di trasferirsi in questo piccolo centro per dare vita ad una nuova scuola artistica. Dopo una breve convivenza, le loro differenze ed i loro caratteri si rivelano incompatibili e presto le discussioni diventano un fatto quotidiano. Infine, i due giungono all’ultima litigata, che si conclude in modo molto amaro: Van Gogh, in preda alla rabbia e la follia, si taglia un orecchio. I vicini, ovviamente hanno sentito tutto quello che è successo e la notizia del gesto folle di Vincent si diffonde rapidamente. Sono gli stessi vicini, terrorizzati da altre azioni sconsiderate che potrebbe intraprendere il pittore, che decidono di far girare una petizione per farlo rinchiudere in un manicomio. Il progetto dei vicini non va in porto e la petizione non raggiunge il numero di firme sufficienti; qualche tempo dopo, però, è Van Gogh stesso a capire che non può sostenere questa situazione da solo, ed è così che l’8 Maggio 1889, si fa ricoverare volontariamente nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de Mausole. Al momento in cui Vincent entra in ospedale, questa struttura non era piena di pazienti, ed è proprio per questo motivo che viene concesso al pittore di avere, oltre che la camera da letto, anche una stanza al pianterreno da utilizzare come studio per il suo lavoro. Grazie a questa particolare (e fortunata) situazione, Vincent può continuare a dipingere tranquillamente i suoi lavori, riprendendo dal punto in cui si era fermato ad Arles. E’ proprio nel periodo che trascorre in manicomio, che realizza alcune delle sue opere più note.

VAN GOGH

Questo slideshow richiede JavaScript.

I colori caldi e freddi applicati anche al nome… Finito il lavoro su Van Gogh i bimbi si sono divertiti a colorare il nome con la stessa tecnica

Questo slideshow richiede JavaScript.